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Donato Sartori - Premio Arlecchino d'Oro 2012


Al famoso scultore performer aponense Donato Sartori,  è stato consegnato giovedì 11 ottobre 2012 il Premio Arlecchino d’oro assegnatogli dalla Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo presieduta da Gianni Rottichieri alla presenza del Direttore artistico Riccardo Braglia e del Sindaco Nicola Sodano.

Artista conosciuto universalmente per la preziosa opera di ricerca attorno ad uno strumento teatrale antico, simbolico ed evocativo, come la maschera  Donato è un’artista a tutto tondo: scultore, pittore, docente universitario e non solo.

Il padre Amleto (1915-1962) è stato il suo grande maestro e nel suo atelier ha appreso le prime nozioni artistico-culturali, ma anche l’ambiente famigliare ha contribuito non poco alla sua formazione. Cresciuto, infatti,  in una famiglia intellettualmente vivace,  fin dall’infanzia si è trovato a contatto con il mondo del teatro e di artisti famosi  quali Lecoq, Moretti ecc. nonché della scultura,  materia specifica di papà Amleto, e con i resoconti della mamma Miranda, grande viaggiatrice.
Donato Sartori ha frequentato la scuola d’arte e poi  la Facoltà di architettura che ha dovuto abbandonare  alla morte del padre. Dopo un periodo formativo ed intellettualmente stimolante a Parigi – dove incontra personaggi di grande rilievo come il critico Pierre Restany, Cesar, Tinguely, Cristo ecc. -  negli anni ’70 inventa il Mascheramento Urbano  ricercando uno spazio scenico diverso da quello tradizionale. In questa sua opera artistica unisce l’arte visiva, il teatro, la musica, la danza, la gestualità stimolando e coinvolgendo il pubblico in un’azione collettiva in cui l’attorte, l’opera d’arte, il pubblico diventano un’unica entità.

Risale al 1979 la fondazione, con l’architetto Paola Piizzi e lo scenografo Paolo Trombetta, del Centro Maschere e Strutture Gestuali con cui  realizza seminari laboratorio, mascheramenti urbani ed esposizioni in tutto il mondo dalla Biennale di Venezia a San Paolo e Rio de Janeiro, da Parigi a Londra, Dublino e Copenaghen, da Tokyo a Pechino, Mosca, Singapore, mentre nel  2005, nella   settecentesca Villa Savioli Trevisan, viene inaugurato  il Museo Internazionale della Maschera Amleto e Donato Sartori  volto alla promozione e valorizzazione di cultura, arti e spettacolo. Il centro mussale, unico nel suo genere,  raggruppa parte della preziosa collezione di maschere teatrali, sculture e strutture gestuali creati in ottant'anni di attività artistica Sartori, oltre ad una straordinaria raccolta di maschere e reperti originali geo-etno-antropologici provenienti dalle più svariate aree culturali del pianeta.

Il  riconoscimento Arlecchino d’oro è stato assegnato nel tempo al Premio Nobel Dario Fo (grande interprete delle maschere Sartori) , Marcel Marceau, Giorgio Albertazzi, Paolo Poli, Ferruccio Soleri -  solo per citarne qualcuno - ed è stato consegnato a Donato Sartori al termine di una serata che ha avuto in cartellone un’incursione guidata nel mondo della Commedia dell’arte con l’attore Enrico Bonavera (già insignito dello stesso Premio nel  2007) e altro interprete delle maschere Sartori.

V RASSEGNA DI COMMEDIA DELL'ARTE - 12 ottobre 2012

LA MATERIA E IL TEATRO

con ENRICO BONAVERA, DONATO SARTORI, FABIO MANGOLINI
interviene il prof. CARLO SUSA docente di Storia del Teatro all’Accademia Santa Giulia di Brescia


È un incontro tra il pubblico e tre artisti che operano diversamente nel mondo del teatro, e che hanno in comune l’agire su un loro specifico materiale. Normalmente il processo di lavoro che sta ‘dietro’ all’ opera dell’ artista, con le sue tecniche e le sue strategie, è precluso alla vista del grande pubblico, che è chiamato solo a fruire del ‘prodotto finito’. In realtà, spesso, non c’è nulla di più affascinante che poter visitare ‘la bottega’ dove il ‘prodotto’ viene progettato e realizzato, ‘spiando’ l’artista/artigiano in una delle fasi del suo lavoro. Carta e carboncino, creta, legno e cuoio - materiali con cui Donato Sartori dà forma al suo mondo creativo - sono assimilabili ai muscoli, ossa, tendini e articolazioni espressive che Fabio Mangolini e Enrico Bonavera utilizzano per le loro performances di attori ‘di corpo e di maschera’. Quindi tre diversi momenti dimostrativi in cui i tre diversi artisti condurranno il pubblico nel loro processo di lavoro, mostrando tecniche e strategie, ed uno spazio aperto al dialogo diretto con il pubblico per ascoltare e rispondere alle loro curiosità e alle loro domande.




SALA POLIFUNZIONALE DELL'UNIVERSITA' CATTOLICA DI BRESCIA
Via Trieste, 17 - Brescia
 venerdì 12 ottobre 2012
ore 15.00
Ingresso libero e gratuito



V RASSEGNA COMMEDIA DELL'ARTE - 8 ottobre 2012

Gelose di garbo, vedove o locandiere: le donne in Goldoni


Adattamento e Regia Eleonora Fuser

Interviene la prof.Cristina Cappelletti Docente di Storia della critica e della storiografia letteraria

Un monologo originale che ci conduce in un viaggio attraverso la galleria dei ritratti femminili di Carlo Goldoni. Lo spettacolo avrà come fil rouge i Mémoires, in cui Goldoni racconta aneddoti e storie delle sue attrici e delle sue opere. Ogni brano recitato sarà quindi introdotto da un commento dello stesso Goldoni, che spesso scriveva le commedie apposta per le sue attrici. Scrittore innovativo per l’epoca, Goldoni crea donne nuove, moderne, dal carattere complesso: civette, furbe, schiette, bugiarde, generose, interessate, fedeli, spregiudicate. Donne che amano, lavorano, soffrono e sanno godersi la vita, mai però dimenticando il rispetto dovuto a loro stesse. Eleonora Fuser, attrice veneziana, mette in scena Goldoni e quelli che sono stati i personaggi femminili della sua carriera professionale, da Siora Felice de “I Rusteghi” a Marcolina del “Sior Todero brontolon”, da Smeraldina de “Il Servitore di due padroni” fino alle vecchie de “Il campiello” e a Sora Lugrezia de “Le donne gelose”. Una carrellata di interpretazioni carica di emotività, professionalità ed esperienza che merita di essere vista.


Lunedì 08 ottobre 2012
ore 21.00
SALA POLIFUNZIONALE
dell'Università Cattolica di Brescia

Ingresso libero e gratuito

RASSEGNA DI COMMEDIA DELL'ARTE - 06 ottobre 2012

CONFERENZA SPETTACOLO SULLA COMMEDIA DELL'ARTE
con CARLO BOSO



Carlo Boso, attraverso un percorso sul canovaccio e sui meccanismi scenici della commedia, sull’improvvisazione, sul lavoro attoriale permetterà al pubblico di venire a contatto con antiche e basilari arti teatrali, offrendo la sua conoscenza, in quanto portavoce autorevole della Commedia dell’Arte nel mondo. Carlo Boso è uno dei più importanti registi del teatro europeo. Diplomato al ‘Piccolo Teatro di Milano’, è stato diretto da noti registi italiani, fra cui si menziona Castri, De Filippo, Fo, Strehler . Dopo essersi cimentato nella regia di alcune delle opere che hanno fatto la storia del teatro, ha scritto una quarantina di canovacci, rappresentati poi nei principali Festivals internazionali di teatro, di cui, spesso, ha curato la direzione. In quanto ‘maestro’ ha diretto più di cento ateliers internazionali fino a che, nel 2004 ha fondato l’Académie Internationale de Arts du Spectacle nei vecchi studios cinematografici di Montreuil, nei pressi di Parigi, creati da Charles Pathè nel 1904.


sabato 06 ottobre 2012 ore 17.00
SALA POLIFUNZIONALE DELL'UNIVERSITA' CATTOLICA
Via Trieste, 17 - Brescia


V RASSEGNA DI COMMEDIA DELL'ARTE - 04 ottobre 2012


IL MIO, IL TUO TORMENTO, LE VOCI DI MEDEA



regia di Maria Candida Toaldo

con Alessandro Chiaf, Ippolita Faedo, Claudia Guerrini, Antonio Palazzo, Chiara Pizzatti, Alessandro Usardi, Alessandro Zanetti

ricerca testuale e musicale Alessandro Chiaf
ricerca gestuale Ippolita Faedo
regia video Massimo Ferrarini
costumi e oggetti di scena Federico Ghidelli  
collaborazione artistica Fabio La rovere
luci e suono Sergio Martinelli 
collaborazione organizzativa Luigi Martinelli



 “In quale luogo, io? È pensabile un mondo, un tempo in cui io possa stare bene? Qui non c’è nessuno a cui lo possa chiedere. E questa è la risposta”. 
(Medea)




Strega, selvaggia, assassina…così Medea è stata consegnata alla vergogna della storia. Ma ascoltando le voci di chi l’ha “vissuta” e giudicata, si scopre una realtà celata, taciuta e volutamente dimenticata dalla versione classica del “mito”: Medea è una donna sola, innamorata, che diventa il capro espiatorio per i delitti commessi dalla società. La pièce, ispirata al romanzo di Christa Wolf “Medea. Voci”, mette in scena il confronto tra il “coro” della ricca e potente città di Corinto da cui emergono le voci dell’intolleranza, del pregiudizio, dell’opportunismo, della superstizione, della corruzione, della menzogna e la voce, sola e diversa, della straniera Medea: lo scandalo della verità. 
  




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giovedì 04 ottobre 2012 ore 21.00
Piccolo Teatro Libero San Polino
Corso Bazoli, 89 - Brescia


 

Calendario Appuntamenti Rassegna Commedia dell'Arte




RASSEGNA DI COMMEDIA DELL'ARTE 2012


 
RASSEGNA DI COMMEDIA DELL'ARTE
- V edizione -

...maschere e mascheramenti...

nell'antichità, nella commedia dell'arte,
nel teatro contemporaneo


Il Centro Universitario Teatrale “La Stanza” (C.U.T.) ripropone, con la V edizione della Rassegna di Commedia dell’Arte, la tradizione di questo importante patrimonio culturale italiano che ha avuto diffusione e successo in tutta Europa a partire dalla fine del ‘500.

Il C.U.T. “La Stanza”, consapevole del rischio che la tradizione della Commedia dell’Arte possa smarrirsi, o peggio, perdersi, pur essendo la matrice di numerosi generi teatrali, si propone di mettere in evidenza e di sviluppare gli aspetti ancora creativi e ricchi di stimoli di questa espressione artistica.

Quale rapporto intercorre tra la maschera e il volto a cui si applica? Quali riflessioni si possono trarre da questo complesso rapporto?

Gli eventi della Rassegna si proporranno di tracciare una rotta, un viaggio teorico e scenico che portino alla scoperta del mondo della maschera ripercorrendone gli usi e le forme utilizzati nei secoli.

Numerosi studiosi ed artisti nazionali ed internazionali ci aiuteranno inoltre a mettere a fuoco come la maschera teatrale possa divenire, a partire dal rapporto privilegiato che instaura con colui che la indossa, un’occasione di incontro e di scoperta delle diversità.

L’integrazione, la ricerca dei legami sociali e una sana critica al potere costituiscono lo sfondo della più recente ricerca teatrale del C.U.T. “La Stanza”, che ha così allargato i suoi orizzonti, uscendo dall’ambito strettamente legato alla Commedia dell’Arte, per ampliare la riflessione sulle maschere e i mascheramenti nella vita sociale antica e moderna. La loro osservazione ci può dire molto sui rapporti che da sempre l’uomo instaura con il diverso, il più forte e colui che sente più prossimo a sé.


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